Il centrodestra ci riprova. Tre emendamenti al decreto Primo maggio di Lega e FI ripropongono la norma contro i lavoratori sottopagati (leggermente modificata rispetto ai tentativi precedenti): in caso di condanna, l’imprenditore dovrà risarcire le differenze retributive solo a partire dall’avvio della causa.

Il centrodestra ci riprova. Tra gli emendamenti al decreto Primo maggio ce ne sono tre identici di Lega e Forza Italia che ripropongono la norma salva-imprenditori nel caso dei lavoratori sottopagati. La proposta, leggermente modificata rispetto alle versioni finite in manovra e in vari decreti del governo (poi stralciate), consiste in uno scudo per i datori di lavoro che sfruttano i loro dipendenti: dovranno pagare un eventuale risarcimento solo una volta avviata la causa.

Gli emendamenti in questione sono tra quelli che hanno superato la tagliola della commissione Lavoro della Camera. Nello specifico, si prevede che "nei confronti dei datori di lavoro che applicano il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi l'eventuale rideterminazione giudiziale della retribuzione ha efficacia esclusivamente per il periodo successivo alla proposizione della domanda avente ad oggetto l'accertamento della non conformità ai principi dell'articolo 36 della Costituzione (ovvero il diritto ad una retribuzione proporzionata, ndr.)". In parole più semplici, nelle cause che riguardano lavoratori sottopagati, in caso di condanna, l'imprenditore dovrà risarcire le differenze retributive solo a partire dall'avvio della causa.