In carcere per un duplice omicidio si laurea in Filosofia. È la parabola dietro le sbarre di Antonio De Marco, l’assassino condannato all’ergastolo ed ex coinquilino dell’arbitro leccese Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta, uccisi con 79 coltellate nel loro primo giorno di convivenza, il 21 settembre 2020. In tutti questi anni, l’assassino, originario di Casarano, ora 25enne, non si è mai pentito: ai familiari delle vittime non ha rivolto una parola di conforto o indirizzato un messaggio di scuse.

Dal carcere così come nel corso delle udienze dei due processi che De Marco ha regolarmente disertato. L’assassino ha sempre scelto la via del silenzio concentrandosi esclusivamente sullo studio in questi anni trascorsi dietro le sbarre. Dove ha coltivato la passione per la teologia e la filosofia dopo aver deciso di abbandonare gli studi di Scienze infermieristiche, corso che De Marco seguiva fino a pochi giorni prima di mettere fine alla vita di una giovane coppia e di finire in carcere. Nei giorni scorsi, la commissione d’esame di Unisalento si è presentata a borgo “San Nicola”. Una discussione rapida, poi la proclamazione.

Il giovane, condannato al carcere a vita in via definitiva dopo aver rinunciato al ricorso in Cassazione, ha concluso il proprio percorso di studi - su base triennale - in poco più di due anni e mezzo con una tesi su uno dei suoi filosofi prediletti. Non è ancora chiaro se proseguirà con gli studi universitari. Una passione coltivata sin dal giorno del suo ingresso in carcere, era il 27 settembre 2020. Alla direzione del penitenziario, chiese di poter avere il libro Le Confessioni: un’opera autobiografica in XIII libri di Agostino d’Ippona, padre della Chiesa, scritta nel 398, unanimemente ritenuta tra i massimi capolavori della letteratura cristiana in sui sant'Agostino, rivolgendosi a Dio, narra la sua vita e in particolare la storia della sua conversione al Cristianesimo.