«Provo rabbia e delusione. Rabbia, perché così sta cercando di darsi una personalità che non ha, quella del bravo studente; delusione, perché vedo il fallimento del sistema carcerario italiano». Rossana Carpentieri, madre di Eleonora Manta, uccisa a 30 anni la sera del 21 settembre 2020 insieme al suo fidanzato, Daniele De Santis, commenta così la notizia della laurea triennale in filosofia conseguita in carcere dall’assassino reo confesso dei due giovani, Antonio De Marco, oggi 26enne, condannato con sentenza definitiva all’ergastolo. I due fidanzati furono assassinati con 79 coltellate nella loro abitazione di via Montello, a Lecce, nel loro primo giorno di convivenza.

La mamma di Eleonora è tornata ad insegnare a scuola dopo quasi quattro anni di assenza. «Questa mattina, dopo aver appreso la notizia della laurea di De Marco, nonostante le mie classi fossero in gita, ho voluto ugualmente fare due ore di supplenza per parlare agli studenti di Eleonora e Daniele, raccontare chi erano, dei loro progetti. De Marco non si ravvederà mai, ne sono convinta. E’ la stessa persona che ha scritto e fatto cose orribili che stanno ancora dentro di lui», afferma la donna, che si chiede «a che cosa gli serva questa laurea» e ritiene che in assenza di «una presa di coscienza di quanto fatto il suo non potrà essere un vero percorso riabilitativo».