CANNES – Pedro Almodóvar arriva a Cannes con il suo film sincero, la sua famiglia artistica, una spilletta che chiede “Palestina libera” e le idee molto chiare sulle cose del mondo: “Senza voler giudicare nessuno, penso che un artista debba parlare della situazione in cui vive. Mi sembra un dovere morale. Non giudico chi non lo fa, ma il silenzio e la paura, perché evidentemente si tratta di un’espressione di paura, sono un sintomo molto negativo, un sintomo di svalutazione della democrazia”.

Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui

Il regista – che al festival porta in concorso Amarga navidad nelle sale italiane domani – prosegue: “Credo che ogni creatore, dalla propria piccola tribuna, debba parlare senza giri di parole, debba esprimersi di fronte a ciò che di peggiore ci sta accadendo. E ci stanno accadendo cose troppo terribili ogni giorno. Io personalmente credo che siamo obbligati a parlarne. Come europei, siamo anche obbligati a diventare una sorta di scudo contro questi mostri come Trump, Netanyahu o il leader russo. Siamo obbligati perché qui rispettiamo le leggi internazionali. In Europa esistono delle leggi e quindi Trump deve sapere che c’è un limite a tutti i suoi deliri e alle sue follie, e che l’Europa non diventerà mai vassalla rispetto a politiche fondate sulla frode”.