Centocinquanta studentesse delle scuole superiori, dieci team di lavoro e una giornata dedicata all’Intelligenza Artificiale. Alla Fabbrica delle “E”, la decima edizione di “hackher”, progetto che punta ad aumentare la presenza femminile nelle discipline Stem e nelle professioni tecnologiche. L’iniziativa ha riunito ragazze provenienti da diversi istituti in un hackathon costruito attorno a un approccio pratico: progettare applicazioni basate sull’IA, sviluppare idee e lavorare in gruppo con il supporto di coach universitarie ed esperte del settore. Un’esperienza che ha messo insieme competenze tecnologiche, capacità progettuale e confronto con il mondo dell’impresa. L’appuntamento arriva in una fase in cui il divario resta evidente. Secondo il Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum, l’Italia occupa il 117° posto su 148 Paesi per partecipazione femminile al mercato del lavoro e continua a registrare una presenza ridotta delle donne nei comparti ad alta tecnologia.

Il tema riguarda non soltanto la rappresentanza, ma anche la formazione e l’accesso alle competenze richieste dal mercato del lavoro. In particolare l’Intelligenza Artificiale, destinata a incidere sempre di più sui processi produttivi e professionali, rischia di ampliare squilibri già esistenti se alcune categorie restano meno presenti nei percorsi di studio e nelle professioni del settore. Attorno a “hackher” si è consolidata negli anni una rete che coinvolge scuole, università e grandi aziende, tra cui Google, Ibm, Microsoft, Sky, Edison, Lavazza, PagoPA, Avio Aero e Generali – con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alle competenze digitali e ai percorsi Stem. In dieci edizioni il progetto ha coinvolto oltre 1.300 ragazze e decine di professioniste. L’idea è intervenire nel momento in cui si formano interessi e scelte di studio, provando a ridurre un divario si riflette anche nel mondo del lavoro.