Sono iniziati da circa una settimana a Este gli scavi archeologici nell’area Olmo, a cura dell’Università di Verona, e i primi risultati stanno già riportando alla luce resti imponenti e inaspettati dell’antica Ateste romana. Le indagini hanno infatti permesso di individuare un tratto della strada romana e del decumano in ottimo stato di conservazione, confermando l’altissimo valore storico dell’area. Gli archeologi stanno inoltre proseguendo le ricerche per individuare i resti delle mura che dividevano il decumano dall’area del Foro, cuore civile, politico e religioso della città romana.Lo scavo rappresenta la prima parte di una vasta opera di valorizzazione storica e culturale che interesserà l’intera area tra via Olmo e via Salute, destinata nei prossimi mesi a un’importante riqualificazione urbana per la realizzazione del nuovo parco pubblico. Un progetto che unisce archeologia, rigenerazione urbana e fruibilità pubblica, con l’obiettivo di riscrivere una nuova pagina della storia della città e restituire alla comunità uno spazio di grande valore identitario.«Con questi scavi è iniziata concretamente la riqualificazione del parco dell’Olmo, che non sarà soltanto uno spazio verde, ma un vero e proprio centro culturale e sociale - ha detto ieri 18 maggio il sindaco Matteo Pajola - un luogo dove la storia millenaria di Este dialogherà con la comunità di oggi e di domani, promuovendo cultura, inclusione e senso di appartenenza». «Questo progetto di valorizzazione dell’area Olmo - ha puntualizzato l’assessore alla Transizione Ecologica Beatrice Andreose - permetterà di restituire alla città di Este un’area importante del centro urbano finora ingiustamente chiusa, ma anche di riscrivere un’importante pagina della storia del nostro territorio. Gli incontri previsti con la scuola e con la comunità sono una preziosa opportunità di conoscenza del passato della nostra Città, quando, per secoli, il centro civile era spostato tra l’area dell’Olmo e la zona del quartiere Salute». I cittadini, gli studenti e i visitatori potranno osservare da vicino i lavori e i ritrovamenti nel corso delle aperture pubbliche previste venerdì 22 maggio e venerdì 29 maggio, con visite guidate gratuite curate dagli archeologi dell’Università di Verona.