La storia della flottiglia umanitaria che sfidò il blocco di Gaza e provocò una crisi diplomatica mondiale
Una raffica di colpi sparati dal mare, gli attivisti con le mani alzate, almeno sei imbarcazioni colpite — tra cui la Girolama, battente bandiera italiana — in quella che gli organizzatori definiscono l’ennesima aggressione in acque internazionali. Le dieci navi della Freedom Flotilla, che non erano ancora state fermate da Israele e avevano proseguito la navigazione verso Gaza con aiuti umanitari a bordo, sono state intercettate con modalità simili a quelle denunciate in passato: avvicinamento delle unità militari, manovre intimidatorie, presa di controllo dei timoni e trasferimento forzato degli attivisti su navi israeliane dirette verso il porto di Ashdod.
L’ultima imbarcazione a essere bloccata è stata la Karsi-I Sabadab, sulla quale viaggiavano il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, il giornalista Alessandro Mantovani e l’attivista Ruggero Zeni. Tutti sarebbero stati trasferiti su una corvetta militare israeliana attesa ad Ashdod nelle prossime ore.
Scene che riportano indietro nel tempo, alla notte tra il 30 e il 31 maggio 2010.
La notte tra il 30 e il 31 maggio 2010















