L’assalto israeliano che ha bloccato il viaggio della Madleen verso Gaza non è un inedito. Solo un mese fa, la Conscience, un’altra nave della Freedom Flotilla Coalition che faceva rotta verso Gaza con un carico di aiuti, è stata sabotata da droni israeliani mentre navigava in acque internazionali al largo di Malta. Un raid rapidissimo con cui sono stati sganciati esplosivi che hanno squarciato il ponte, solo fortuitamente non ci sono stati feriti. Ma in passato, l’Idf non ha esitato a usare la forza.
Nave umanitaria per Gaza, ecco le immagini dell'attacco israeliano
Nel 2010, quando una flotta di sei navi ha tentato di raggiungere Gaza, i soldati hanno assaltato la Mavi Marmara, l’imbarcazione turca della flotta. Nove persone sono state uccise subito, un attivista è morto giorni dopo in ospedale per le ferite d’arma da fuoco. Ne è venuto fuori un caso internazionale e una stagione di gelo fra Israele e Turchia.
Un anno dopo, un’altra flotta era pronta a partire. Il nome dato alla missione, “Restiamo umani”, evocava la frase con cui lo scrittore e attivista italiano Vik Arrigoni chiudeva ogni sua cronaca dalla Striscia. Un omaggio a pochi mesi dal suo barbaro omicidio. La partenza era programmata per il 5 luglio dalle coste di Turchia e Grecia ma alcune navi vennero sabotate, ad altre vennero improvvisamente negati i permessi o ritirate le bandiere. Dell’intera flotta, solo la francese Dignite al Karama è riuscita a partire per poi essere intercettata e bloccata dalle autorità israeliane in acque internazionali.












