Ricicla il gas espirato, riduce le bolle e consente operazioni più lunghe e sicure anche a grandi profondità

Nelle operazioni di recupero dei corpi dei sub italiani morti alle Maldive, i team specializzati stanno utilizzando tecnologie avanzate normalmente impiegate nelle immersioni tecniche più estreme. Tra queste, il dispositivo centrale è il rebreather, uno strumento professionale a circuito chiuso che permette ai sub di respirare sott’acqua riciclando i gas espirati.

Durante una nuova immersione, la squadra internazionale coordinata da Dan Europe, insieme alla Maldives National Defence Force e alle autorità locali, è riuscita a recuperare due delle quattro vittime coinvolte nella tragedia. L’operazione è stata effettuata proprio utilizzando rebreather, Dpv (scooter subacquei) e sistemi di supporto vitale ridondanti.

Il gruppo finlandese di recupero ha trasportato i corpi fino a circa 30 metri di profondità, dove i gruppi maldiviani hanno completato il trasferimento verso la superficie. Tutta la missione si è conclusa dopo una lunga e delicata fase di decompressione.

Che cos’è il rebreather