Da quattro giorni gli attivisti della Flotilla di terra – la missione per portare aiuti alla popolazione palestinese – sono a Sirte, in Libia, bloccati dalle milizie di Haftar che impediscono il loro passaggio. C’è un doppio cordone di militari in quel lembo di terra neutrale: alle truppe di Haftar si aggiungono i miliziani della Tripolitania, che assicurano una sorta di protezione ai 300 volontari. Tra loro anche due pugliesi, la 33enne Sara Suriano, professoressa di Andria, e il coetaneo Domenico Centrone, professore dell’Università di Bari, originario di Molfetta, che si sono uniti al Global Sumud Convoy, la carovana umanitaria che intende dirigersi verso il valico di Rafah, tra l’Egitto e la Striscia di Gaza, per consegnare alimenti, viveri e medicine alla popolazione palestinese.

Al momento la situazione è di stallo. "Siamo qui da quattro giorni, in un semicerchio di sicurezza – spiega Sara Suriano. C’è alle spalle una moschea dove dormono le donne e davanti un accampamento di tende dove dormono gli uomini. Le milizie di Haftar sono al confine con la Libia est, a circa dieci chilometri da qui. Questa è l’ultima zona sicura in cui possiamo stare perché non ci è stato consentito di passare. Ma non permettere ad un convoglio umanitario l’attraversamento è una violazione del diritto internazionale".