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La guerra degli Stati Uniti contro l’Iran può essere letta anche come una serie continua di incomprensioni del presidente statunitense Donald Trump sul regime iraniano. Trump negli ultimi mesi si è più volte illuso che la pressione diplomatica, militare ed economica avrebbe costretto il regime a cedere e ad accettare le condizioni imposte dagli Stati Uniti.
Fin da prima della guerra, Trump si era convinto che l’Iran non avrebbe mai chiuso lo stretto di Hormuz, perché l’impatto iniziale dei bombardamenti statunitensi sarebbe stato così forte da far crollare il regime in pochi giorni. Le incomprensioni sono proseguite nelle settimane successive: sul suo social Truth, Trump è più volte sembrato non sapersi spiegare perché l’Iran non cedesse alle sue minacce.
Anche in questi giorni, ha scritto il Wall Street Journal, Trump ha espresso frustrazione per il fatto che il blocco navale statunitense, pur danneggiando l’economia iraniana, non sia riuscito a costringere il regime a cedere alle sue condizioni.
Tutto questo mostra che Trump non ha ancora capito – o che probabilmente non vuole capire – la caratteristica più importante del regime iraniano: il fatto che fin dalla sua fondazione, nel 1979, è stato costruito per essere capace di difendersi a oltranza dai nemici esterni, e in particolare dagli Stati Uniti. Questo non riguarda soltanto alcune caratteristiche organizzative del regime, ma la sua stessa ideologia e legittimità interna, e in un certo senso la ragione della sua esistenza: resistere a ogni costo, anche quando il prezzo da pagare è altissimo e anche quando sembra irrazionale farlo.






