L'Italia, a lungo sul podio delle tre migliori d'Europa per la sua tradizionale eccellenza nell'economia circolare, quest'anno retrocede al quarto posto. Colpa essenzialmente del grande ritardo accumulato in tema di decarbonizzazione. Lo afferma il Rapporto curato da Duccio Bianchi per Istituto Ambiente Italia, che verrà presentato venerdì ad Alba nel corso dell’undicesima edizione di Circonomia (dal 21 al 23 maggio). Il Festival dedicato a economia circolare e sostenibilità, promosso da AICA con Cooperativa ERICA e GMI, riunisce istituzioni, imprese, scienza e società civile, con uno sguardo anche sugli effetti del caos geopolitico sui temi ambientali. Chiusura sabato 23 con una lectio magistralis di Vito Mancuso su san Francesco protoecologista. Programma completo su www.circonomia.it.

L’Unione europea procede dunque a passo corto, con progressi minimi su quasi tutti gli indicatori ambientali. L’Italia, che per anni era stata stabilmente sul podio, scende al quarto posto dietro Danimarca, Olanda e Austria. A livello europeo il consumo energetico procapite cala dell’1%, le fonti non rinnovabili dello 0,5%. Aumenta leggermente la quota di rinnovabili nei consumi energetici (+2,7%) e un po’ più significativamente la quota di rinnovabili nella produzione elettrica (+6% e +13% escludendo l’idroelettrico). Migliorano di misura anche consumo di materia e riciclo. Ma la curva è in rallentamento rispetto all’anno precedente, e l’unico indicatore in controtendenza è l’aumento delle emissioni medie di CO2 delle auto nuove.