Trafiletti. 18 maggio, Pollena Trocchia, provincia di Napoli. In un cantiere da tempo abbandonato, vengono ritrovati i cadaveri di due donne, una quasi trentenne del casertano (Sara) e un’ucraina (Lyuba) di venti anni più «anziana».

I media riferiscono che l’uomo fermato con l’accusa di averle uccise avrebbe dichiarato: «Erano prostitute, le ho gettate nel vuoto per non pagarle». Amen

17 maggio. Titoloni. Modena, ricca provincia settentrionale, nel tardo pomeriggio di un sabato come tanti, un uomo di origini marocchine con la cittadinanza italiana conduce un’utilitaria lungo le strade del centro; punta alcuni passanti, accelera e li travolge. Molti i feriti, connazionali e stranieri, più o meno gravi. Una donna subisce l’amputazione di entrambe le gambe. L’aggressore fugge a piedi ma viene raggiunto e fermato dopo una coraggiosa colluttazione alla quale partecipano un modenese e due giovani egiziani.

10 maggio. Titoli. Taranto, profondo sud, all’alba di un giorno come tanti, un gruppo di giovanissimi italiani, 4 minorenni e 2 maggiorenni, si accanisce contro un uomo trentacinquenne, originario del Mali. Calci, pugni, ancora pugni e calci, infine, coltellate. Muore così Bakari Sako.

1 maggio, Roma, tradizionale concertone a Piazza San Giovanni. La cantautrice siciliana Delia Scalisi commette un sacrilegio; intonando l’inno della resistenza «Bella ciao» sostituisce la parola «partigiano» con l’espressione «essere umano». Negli schieramenti del futile che si sono formati subito dopo, io ho sostenuto l’artista. Anzi voglio «sfruttare» questa clamorosa e felice provocazione.