BRONI. Moduli prefabbricati usati già come aule scolastiche per il post terremoto nel Mantovano che potranno essere utilizzati anche per le lezioni in presenza del liceo di Broni, se l’Ats Pavia non dovesse disporre a breve la riapertura della scuola.È questa la soluzione messa in campo dalla Regione per risolvere il problema della sospensione delle attività didattiche della scuola bronese dal 23 marzo, a seguito della dispersione di polveri dopo un cantiere e il ritrovamento di tracce di amianto nelle macerie.Mozione in RegioneLa proposta è contenuta nella mozione, che vede come primo firmatario il consigliere regionale pavese Claudio Mangiarotti, depositata per la discussione in Consiglio.Le strutture temporanee in questione sono state utilizzate fino al 2024 nel Comune di Pegognaga, in provincia di Mantova, per ospitare le lezioni scolastiche nel periodo post terremoto. Dalla documentazione emerge che le strutture presentano «condizioni strutturali giudicate buone, senza criticità tali da comprometterne la stabilità».«Sin dall’inizio abbiamo lavorato affinché gli studenti potessero tornare quanto prima alla didattica in presenza, nel pieno rispetto del principio di precauzione, della tutela della salute e della sicurezza - commenta Mangiarotti -. Era necessario trovare uno sbocco rapido e sostenibile e oggi possiamo dire che, grazie a un importante sforzo corale, è stata tracciata una strada percorribile».La mozione chiede alla Regione Lombardia di attivarsi con la Provincia di Pavia, la Provincia di Mantova, il Comune di Broni, il Comune di Pegognaga, l’Ats Pavia e l’Ufficio scolastico regionale per verificare la fattibilità del trasferimento e dell’allestimento dei prefabbricati mantovani quale sede provvisoria dell’istituto. Per la messa a disposizione dei prefabbricati, che era stata proposta anche dall’associazione Avani, si è attivata anche la deputata Cristina Almici.Nella mozione, inoltre, viene chiesto a Regione di promuovere «un tavolo tecnico-istituzionale per definire tempi, costi, modalità operative e responsabilità amministrative relative allo smontaggio, trasporto, rimontaggio e adeguamento dei moduli» e si impegna la giunta regionale a trovare stanziamenti per il recupero dei prefabbricati. Senza dimenticare l’attuale edificio, per cui vengono sollecitate «verifiche tecniche, igienico-sanitarie, impiantistiche e antincendio» per accelerare il rientro in aula.«Trovare subito le risorse»«Bene il trasferimento delle strutture d’emergenza da Pegognaga a Broni. Essenziale trovare subito le risorse»: a dirlo è Marco Carra, consigliere regionale del Pd, già sindaco di Pegognaga, che da parlamentare aveva seguito la vicenda della ricostruzione.«L’opzione indicata da Mangiarotti- afferma Carra- va nella direzione che avevamo indicato anche noi in un’interrogazione. I fondi residui per la ricostruzione, essendo finita la fase emergenziale, non possono più essere utilizzati, ma può essere attivato, come indicato da Mangiarotti, il Tavolo tecnico istituzionale per decidere come trasferirle».Un ringraziamento a Mangiarotti dall’associazione Avani: «Bene che abbia fatto propria e portato avanti la nostra proposta», commenta il presidente SIlvio Mingrino.