Uno studio condotto dall’Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Modena (Cnr-Nano) e dell’Università di Modena e Reggio Emilia fornisce un importante passo avanti nella comprensione dei materiali bidimensionali, promettenti per l’elettronica del futuro.

La ricerca, pubblicata su Nature Communications, chiarisce un aspetto finora poco compreso della cosiddetta ferroelettricità di scorrimento, un fenomeno emergente nei materiali bidimensionali che potrebbe abilitare dispositivi elettronici più veloci e a minore consumo energetico.

Il lavoro, firmato da Massimo Rontani e Daniele Varsano del Cnr-Nano, insieme a Elisa Molinari e Matteo D’Alessio di Unimore, affronta un problema aperto nel campo della ferroelettricità, che è la proprietà di alcuni materiali di presentare una polarizzazione elettrica spontanea e reversibile, la cui direzione può essere controllata applicando un campo elettrico. Questo consente al materiale di assumere due stati distinti e controllabili, che possono essere utilizzati per rappresentare informazioni, in modo analogo ai bit nelle memorie digitali. Una caratteristica che è alla base di tecnologie come memorie non volatili e dispositivi neuromorfici.