HomeEconomiaPatto di stabilità, apertura della Ue. Giallo sullo stop alle spese della DifesaGiorgetti: "Tante vie per arrivare al risultato". Il caso della revisione (poi ritirata) dell’obiettivo Nato del 5%Giancarlo Giorgetti, 59 anni, ministro dell’Economia e delle FinanzeRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Claudia Marin

Un punto inserito in una mozione al Senato è bastato a trasformare una giornata ordinaria in un caso politico. La maggioranza ha dovuto correggere in corsa il testo che impegnava il governo a chiedere una "revisione" dell’obiettivo Nato del 5% per le spese di difesa. Una formula giudicata esplosiva, soprattutto mentre Giancarlo Giorgetti era a Parigi, al G7 Finanze, per negoziare con Bruxelles nuovi margini sull’energia.

Secondo le ricostruzioni, a fermare l’incidente è stato Guido Crosetto: quel passaggio, alla vigilia di un nuovo vertice Nato e nel pieno della pressione americana sugli alleati europei, non poteva restare nero su bianco. Il 5% non è una cifra neutra: l’Alleanza ha fissato l’obiettivo al 2035, articolandolo in un 3,5% per la difesa in senso stretto e in un ulteriore 1,5% per sicurezza, infrastrutture critiche e resilienza. Mettere in discussione quel traguardo, con una mozione firmata dai capigruppo di centrodestra, avrebbe aperto un fronte con Bruxelles, Washington e i partner Nato. Nel Transatlantico di Palazzo Madama, dopo lo stralcio del passaggio contestato, la maggioranza ha provato a derubricare il caso a "caos ordinario".