In totale sono 28 i candidati impresentabili delle prossime amministrative di cui ben 12 sono campani, 5 napoletani e ben 4 solo ad Avellino. È la fotografia che emerge dalle verifiche svolte dalla Commissione parlamentare antimafia, in merito alle violazioni del codice di autoregolamentazione dei partiti e l’elenco è stato letto ieri in commissione Antimafia dalla stessa presidente Chiara Colosimo. La maggior parte sono semplici aspiranti consiglieri ma, al Sud, troviamo anche candidati sindaci. In Sicilia in Calabria per quanto riguarda piccoli Municipi mentre c’è il caso Avellino dove l’ex sindaco Gianluca Festa, ora ricandidato, pure risulta nelle liste perché è stato emesso contro di lui un decreto di giudizio immediato per corruzione. Gli impresentabili, chiariamolo, sono in tutti i partiti, civiche comprese, e si va dal riciclaggio al traffico illecito di rifiuti, fino alla corruzione o la tentata estorsione passando per la bancarotta fraudolenta che risulta il risultato più frequente. L’imbarazzo, ieri, si registrava in tutti i partiti ma non è il caso delle regionali 2015. Ricordate? L’ex governatore Vincenzo De Luca viene inserito nella lista degli impresentabili (presidente dell’Antimafia era la compagna di partito Rosy Bindi) due giorni prima del voto per una vicenda da cui uscirà completamente assolto: scoppia un terremoto. Con De Luca appena eletto che denuncia la Bindi per diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali e abuso d'ufficio. Altri tempi, altra storia.