Segnale a Berlino, Unicredit non deposita le azioni. Il Cremlino: "Ancora nessuna richiesta di spin-off"
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Unicredit oggi non parteciperà all'assemblea annuale di Commerzbank. Il gruppo guidato da Andrea Orcel (in foto), primo azionista con il 38,8% del capitale nonché potenziale acquirente dell'istituto tedesco, non ha infatti registrato le azioni entro la scadenza del 13 maggio perdendo così il diritto di partecipare all'assise.La mossa non è una sorpresa: Orcel ha più volte sottolineato che in questa fase Unicredit non intende avere influenza sulla gestione della banca, tanto più mentre è in corso l'offerta pubblica di scambio che si chiuderà il 16 giugno. Una scelta che viene letta dal mercato anche come un segnale di cautela politica e regolamentare, in una partita che continua a essere osservata con attenzione sia da Berlino sia dalle autorità europee.Offerta bocciata dal cda di Commerz definendola inadeguata, vaga e rischiosa con un parere dei vertici che invitano i soci a non aderire perché Unicredit «sottostima in modo significativo le perdite di ricavi, sopravvaluta le sinergie e ipotizza un calendario di attuazione irrealistico». Nonostante questi elementi, si legge in un comunicato, il board e il Consiglio di Sorveglianza «rimangono aperti al dialogo qualora Unicredit sia disposta a offrire agli azionisti un premio interessante e a confrontarsi su un piano che valorizzi i punti di forza del modello di business di Commerzbank e della sua strategia». L'istituto di piazza Gae Aulenti lunedì ha intanto replicato: «Dissentiamo profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto. Forniremo una risposta dopo aver esaminato approfonditamente le questioni sollevate».A due settimane dell'inizio dell'Ops di Unicredit su Commerzbank le adesioni ammontano allo 0,02% del capitale, secondo un primo aggiornamento. Nel documento figura la quota in azioni che è confermata al 26,77% del capitale e a questo si aggiunge un altro pacchetto del 3,22% di strumenti finanziari. Il totale è del 29,9 per cento. Separatamente, poi, l'istituto italiano ha costituito derivati che sono saliti al 10,7% che sono solo a regolamento in contanti e quindi non prevedono la consegna di ulteriori azioni. L'esposizione potenziale sale al 40,6 per cento.













