Forse sarebbe preferibile guardare al bicchiere un quarto pieno nella vicenda UniCommerz, dando un peso, pur dopo aver letto il giudizio negativo dato all"ops dell"istituto di piazza Gae Aulenti considerandola ostile, ad alcuni aspetti della posizione esternata dal vertice della banca tedesca.
In particolare, questa si conferma aperta al dialogo, basato però sulla revisione del premio dell"ops, che dovrebbe diventare attraente, e sul rispetto dei punti di forza di Commerz, che innanzitutto sono nella rete delle filiali strutturata per il sostegno alle medie e piccole imprese esportatrici.
Fino a poco tempo fa sussisteva una chiusura netta al confronto da parte di Commerz. È pur vero che essa, con lo scopo di migliorare la propria valutazione, lancia nel contempo un piano di riorganizzazione aziendale e per l"impiego dell"Intelligenza artificiale nonché per tagli di organici ma riguardanti personale esterno alla banca.
Sono però decisioni quasi normali quando si incrociano offerte della specie.
Espressioni come «sottostime», «tentativo opportunistico» o «fusione che è una ristrutturazione» con pesante impatto sul modello di business, con le quali l"istituto tedesco boccia l"operazione, sono poi, sia pure parzialmente, bilanciate dalla proposta di confronto purché questo si svolga sulla base di precise condizioni.











