Ai nove giurati sono bastate due ore di camera di consiglio per decidere. Poi la giudice della corte di Oakland (California) Yvonne Gonzalez Rogers ha pronunciato il verdetto di assoluzione per le accuse di Elon Musk contro Sam Altman, fondatore e amministratore delegato dell’azienda OpenAI che gestisce il sistema di intelligenza artificiale chatGPT. Era l’esito previsto dalla maggior parte degli osservatori.
L’accusa di truffa mossa da Musk contro Altman e il suo socio Greg Brockman era parsa a tutti pretestuosa. Il patron di Tesla e SpaceX aveva finanziato OpenAI sulla base dell’impegno a rimanere una fondazione no profit che avrebbe mantenuto l’intelligenza artificiale al servizio dell’umanità. Una volta incassati gli investimenti, nel 2018 Altman l’aveva trasformata in una società commerciale. Lo stesso Musk però aveva prefigurato la stessa mossa quando nel 2017 aveva proposto una fusione tra OpenAI e Tesla (bocciata dal Cda).
La giuria dunque non è entrata nel merito del presunto raggiro e ha ritenuto che dal cambio di statuto di OpenAI siano passati troppi anni e che Musk avrebbe potuto denunciare molto prima il comportamento di Altman. Sulla trasformazione si erano già pronunciati favorevolmente due tribunali in Delaware e in California. Stavolta, Musk aveva chiesto di rimuovere Altman e Brockman dalle loro cariche più un indennizzo di 150 miliardi di dollari che avrebbe destinato alla tuttora esistente fondazione no profit OpenAI che ancora vigila sulla divisione commerciale.










