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Un tribunale di Oakland, in California, ha respinto la causa che Elon Musk, la persona più ricca del mondo, aveva avviato contro OpenAI e il suo CEO, Sam Altman, accusandoli di avere approfittato dei suoi investimenti iniziali e di non aver mantenuto la promessa di gestire la società come una non profit. La giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha accolto la decisione unanime dei nove giurati, secondo i quali le accuse mosse da Musk erano prescritte: in sostanza ha presentato la causa troppo tardi.
Il processo di primo grado, iniziato tre settimane fa, era molto seguito perché poteva avere conseguenze enormi nel settore delle intelligenze artificiali, in cui OpenAI – conosciuta soprattutto per ChatGPT – è una delle società più in vista. Musk era stato co-fondatore di OpenAI nel 2015 con Altman e aveva investito 38 milioni di dollari nella società: nel 2024 aveva fatto causa ad Altman e al presidente Greg Brockman sostenendo che lo avessero manipolato e ingannato, e che avessero anteposto logiche commerciali all’obiettivo iniziale dell’azienda. Aveva poi chiesto 134 miliardi di dollari di risarcimento a OpenAI e Microsoft, il suo principale investitore.
I nove giurati hanno però stabilito che Musk era a conoscenza dei fatti da lui contestati già dal 2021, e che quindi erano scaduti i termini per intentare una causa di questo tipo. La giuria non ha quindi discusso la causa nel merito, ma si è pronunciata sulla base di motivi tecnici. Un avvocato di Musk ha già detto che intende fare ricorso.










