Il 18 maggio un tribunale federale di Oakland, in California, ha emesso un verdetto che potrebbe avere conseguenze importanti per il futuro dell’intelligenza artificiale. I giudici hanno respinto la causa con cui Elon Musk accusava Sam Altman di aver tradito la missione originaria della OpenAi. Musk, che è stato tra i fondatori della OpenAi nel 2015 con un investimento di circa 38 milioni di dollari, sosteneva che la società era nata come organizzazione non profit per sviluppare intelligenze artificiali “nell’interesse dell’umanità”, ma nel tempo si è trasformata in un’azienda orientata al profitto, grazie ai miliardi investiti dalla Microsoft.

Musk chiedeva 150 miliardi di dollari di risarcimento e voleva bloccare la trasformazione della OpenAi in un’azienda pienamente commerciale. La giuria non è entrata nel merito delle accuse ma si è limitata a stabilire che Musk ha aspettato troppo tempo prima di fare causa. Secondo i giudici, il fondatore della Tesla era a conoscenza dei fatti contestati almeno dal 2021, ma ha deciso di fare causa solo nel 2024. Musk ha già annunciato che farà ricorso contro la sentenza.

Il processo era importante perché avrebbe potuto rallentare la corsa globale all’intelligenza artificiale. Se Musk avesse vinto, la OpenAi avrebbe rischiato di dover rivedere la trasformazione in società a scopo di lucro avviata negli ultimi anni, mettendo in discussione anche il previsto sbarco in borsa dell’azienda, che secondo diverse stime potrebbe raggiungere una valutazione vicina ai mille miliardi di dollari.