Con l’arrivo della primavera e delle temperature più miti, può capitare di imbattersi in sciami di api appesi a un ramo, sotto un balcone, vicino a una finestra o persino all’interno di camini, cassonetti delle tapparelle e intercapedini degli edifici. Si tratta di un fenomeno naturale chiamato “sciamatura”, durante il quale una parte della colonia, guidata dall’ape regina, lascia l’alveare originario per cercare una nuova casa.
Gli esperti ricordano che la presenza di uno sciame non deve generare panico: nella maggior parte dei casi le api in questa fase sono poco aggressive e rappresentano un patrimonio prezioso per l’ambiente e la biodiversità. La loro tutela passa anche dal corretto recupero degli sciami, evitando interventi improvvisati o l’uso di sostanze tossiche.
Api indispensabili per biodiversità e agricoltura
Secondo i dati diffusi dall’Ispra in occasione della Giornata mondiale delle api del 20 maggio, circa il 90% delle piante selvatiche a fiore dipende dagli insetti impollinatori per riprodursi, mentre il 75% delle principali colture agrarie mondiali beneficia dell’impollinazione. Le api svolgono inoltre un ruolo fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi e contribuiscono indirettamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici sostenendo la salute degli ambienti forestali e naturali.










