In un balcone al quinto piano di un edificio del centro di Buenos Aires le api entrano ed escono senza sosta attraverso un piccolo buco nella parete: è l’apertura da cui passano i tubi del gas e dell’elettricità. Il movimento è costante. Le api arrivano, spariscono nella fessura e tornano cariche di polline. Lavorano tutto il giorno. Agustín Ezcurra – che vive nell’appartamento ed è anche l’amministratore del palazzo – le osserva con fastidio. “L’alveare continua a crescere da quindici anni. Sale e scende lungo il muro cieco e attraversa diversi piani del palazzo. Se guardi bene ti accorgi che i balconi degli altri appartamenti sono chiusi. Nel mio caso la situazione è particolarmente fastidiosa, perché l’alveare è vicino alla finestra della cucina”.
Mentre parla, in piedi sul balcone, Ezcurra introduce un piccolo tubo di legno nel buco nel muro. Subito diverse api escono dall’alveare e si sparpagliano nell’aria, riempiendo questo angolo della città. La scena, che potrebbe essere quasi poetica, semina il panico. La fama delle punture delle api – il loro meccanismo di difesa – impedisce a molte persone di capire quanto questi insetti siano fondamentali per la nostra vita.
Le parole di Ezcurra lo confermano: “Non voglio saperne più niente. Sto insistendo con il consorzio affinché risolva il problema. Mio fratello mi ha mostrato un video su Instagram in cui un apicoltore salva le api. Prima di usare il veleno, cerchiamo una soluzione più sana per tutti”.






