Domani Michele Emiliano non andrà all’audizione per la quale era stato convocato a Roma a Palazzo dei marescialli: l’ex governatore è stato impossibilito nel dare conferma della sua disponibilità e così l’appuntamento al Csm è stato rimandato. Da qui l’individuazione di una nuova data: il tre giugno.

Il magistrato barese avrebbe dovuto rappresentare alla terza commissione guidata da Marcello Basilico le sue volontà in merito al possibile rientro nell’organico del ministero della Giustizia: tra opzioni inizialmente comunicate via mail c’è il tribunale di Benevento o la Direzione nazionale antimafia. Se dovesse essere mandato in Campania, ci vorrebbe il via libera del consiglio giudiziario di Roma, a cui spetterebbe un parere sul suo cambio di funzione (prima di lanciarsi in politica nel 2003-2004 ricoprira il ruolo di pubblico ministero). Questo ulteriore step burocratico non sarebbe necessario se Emiliano fosse destinato all’Antimafia, andando a ricoprire il ruolo inquirente.

Il nuovo allungamento dei tempi, secondo alcune interpretazioni potrebbe essere funzionale all’escamotage con cui nei prossimi giorni si tenterà di liberare la posizione di consulente della Commissione d’inchiesta sul Lavoro del Senato: l’attuale magistrato incardinato a Palazzo Madama potrebbe essere sposato a San Macuto, presso la Commissione antimafia, liberando lo spazio per il magistrato barese. Di sicuro, però, la vicenda - che va avanti dal 15 gennaio - riserverà ancora ulteriori sviluppi, come una serie Netflix piena di colpi scena.