L'avvocato Giannelli e la sorella raccontano origini e problemi mentali dell'attentatore di Modena. Il disturbo schizoide della personalità, la premeditazione e le aggravanti
Salim El Koudri, l’uomo dell’attentato di Modena, qualche anno fa ha telefonato alla base Nato di Camp Derby per chiedere un lavoro. E voleva sapere come si mangiava alla mensa della base. Mentre ha attaccato Chiara Ferragni con un video su Instagram perché «questo è il Paese dove chi truffa le persone fa i soldi». E secondo il suo avvocato Fausto Giannelli queste sono le prove dei suoi disturbi di natura psichiatrica. Mentre sua sorella si definisce «una femminista». «Io non porto il velo, vesto come veste qualunque donna italiana, parlo male l’arabo e benissimo l’italiano. Io sono italiana, anzi io sono modenese». E a chi parla di integrazione replica: «Noi non siamo immigrati da integrare, per la semplice ragione che siamo nati e cresciuti in questo Paese. Oggi, piuttosto, una donna come me farebbe tanta fatica ad integrarsi in Marocco».
Salim El Koudri, le origini e i genitori
Ieri è rimasto in silenzio davanti al giudice delle indagini preliminari sulla tentata strage. Mentre il suo avvocato ha raccontato le origini del problema psichiatrico che lo ha portato agli episodi psicotici. «Cosa vuole che pensiamo? Siamo amareggiati», dicono i suoi genitori. Il centro di salute mentale di Castelfranco lo ha visto dalle sue parti per l’ultima volta il 27 febbraio 2024. Poi, fa sapere Repubblica, hanno provato a richiamarlo spesso ma lui non rispondeva più al telefono. El Koudri è stato uno dei circa 1.100 pazienti che vengono presi in carico ogni anno (1.500 se si considera anche chi fa una sola visita) dal centro, uno dei sette di tutta la provincia. Era arrivato nel novembre del 2019. Parlava di ansia, voci che sentiva, malocchio. La famiglia era «supportiva», cioè presente, in grado di sostenerlo.











