«Ho scoperto la parola distopia». È lo sfogo affidato ai social da Roberta Abbruzzese dopo la decisione della Corte di Cassazione sul caso della figlia Camilla Di Pumpo, la giovane morta nella notte del 26 gennaio 2022 in un violento incidente stradale a Foggia.
La Suprema Corte ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Bari, riconoscendo la responsabilità di Francesco Pio Cannone per omicidio colposo stradale e falso per induzione, con una condanna a quattro anni, rideterminata alla luce di un maggiore concorso di colpa attribuito alla vittima.
Secondo quanto ricostruito nei processi, l’uomo si trovava alla guida di un’Audi A4 con targa prova e procedeva a velocità elevata, stimata intorno ai 90 km/h, quando si è verificato il violento impatto con la Fiat Panda condotta dalla giovane. L’urto risultò fatale per le gravissime lesioni craniche riportate da Di Pumpo.
I familiari della vittima avevano impugnato la sentenza contestando la ricostruzione tecnica e la percentuale di corresponsabilità attribuita alla giovane, ma la Cassazione ha giudicato i motivi “inammissibili” o “manifestamente infondati”, ritenendo corrette le valutazioni dei giudici di merito.
Nel messaggio pubblicato dopo il deposito delle motivazioni, la madre ha definito la vicenda segnata da un senso di “disumanità”, parlando di un mondo “freddo” in cui verità e giustizia rischiano di essere oscurate da dinamiche più ampie. “Tu eri luce, amore mio”, ha scritto, aggiungendo di immaginare la figlia “al sicuro da tutto questo buio”.









