La Procura di Roma ipotizza il reato di omicidio colposo plurimo per la morte dei cinque italiani rimasti vittime della drammatica immersione nelle acque dell’isola di Alimathà, nell’arcipelago delle Maldive.
Il fascicolo è alle prime battute, ma gli uffici di piazzale Clodio, ricevuta una prima informativa dall’ambasciata, hanno già delineato un percorso istruttorio per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità nell’organizzazione della discesa oltre i sessanta metri di profondità nella cosiddetta “Grotta degli squali”.
I pm capitolini attendono il recupero di tutte e cinque le salme e il loro rientro in Italia per disporre le autopsie.
E’ giunta oggi quella di Gianluca Benedetti, il capobarca.
L’esame necroscopico potrà fornire elementi decisivi per comprendere quanto avvenuto durante l’attività subacquea.










