Saranno due le indagini che dovranno accertare cosa è avvenuto nelle acque dell'isola di Alimathà, il luogo delle Maldive dove sono morti cinque italiani durante un'escursione subacquea.
All'attività portata avanti dalle autorità di Malè si affiancherà quella della Procura di Roma che ha aperto un fascicolo di indagine ed è in attesa delle informative e degli atti dal consolato italiano.
Il procedimento all'attenzione dei magistrati di piazzale Clodio, competenti nel caso di morti italiani all'estero, è al momento contro ignoti. Un fascicolo in cui, alla luce dell'incartamento che verrà messo a disposizione dalla sede diplomatica, si potrebbe procedere per una fattispecie colposa o dolosa, quest'ultima ipotesi è in riferimento ad un eventuale avvelenamento delle bombole. Uno scenario ancora tutto da definire e che dovrà necessariamente passare attraverso l'ascolto dei testimoni, dei venti italiani che erano a bordo della safari boat Duke of York e dall'esame autoptico sulle salme quando verranno recuperate dal team di sub della Guardia Costiera maldiviana. "Attendiamo quanto disporranno le autorità locali, ma nel caso saremo pronti ad affidare l'incarico per autopsie da effettuare anche in Italia", spiega un inquirente.











