ROVIGO - L'arbitro Federico Vedovelli sbaglia solo a indicare il numero del giocatore rodigino che commette fallo, o sbaglia proprio fischiando un fallo che non c'è, nell'azione decisiva della semifinale di ritorno FemiCz Rovigo-Petrarca 16-18, costata ai rossoblù l'eliminazione? Il caso emerge ieri quando un ex arbitro, quindi un addetto ai lavori, invia in redazione il filmato dell'azione tratto dalla telecronaca della Rai, che circola poi anche nelle calde chat dei tifosi rossoblù. La vicenda non è polemica come le dure dichiarazioni, dopo l'altra semifinale Valorugby-Viadana, fatte dal presidente mantovano e della Lega Giulio Arletti alla "Voce di Mantova": «Chiedo delle dimissioni importanti in Fir e poi valuterò anche le mie dalla Lega italiana rugby». Ma si inserisce nella tradizione delle decisioni arbitrali contestate nei derby d'Italia: su tutte la meta nel tragico spareggio di Udine 1977. E cade in un clima d'attualità dove il mondo arbitrale è scosso dal caso Rolland, da designazioni play-off non da tutti condivise e dall'ipotesi di togliere il tmo dalla Soladria Serie A Elite, per tagliare su costi della Federazione.

LA RICOSTRUZIONE L'azione incriminata avviene al 73'08", sul 16-11 per il Rovigo. Un drive maul del Petrarca avanza fin dentro l'area dei 22 metri rossoblù, crolla e Vedovelli stende il braccio indicando il fallo del Rovigo. Fa giocare il vantaggio. Quando finisce, al 73'19", l'arbitro torna sul punto ripetendo due volte «21», riferendosi al numero di maglia del presunto autore del fallo, Francesco Krsul. Il quale però, come sottolinea il commentatore della Rai, non partecipa affatto all'azione.«Certamente Vedovelli ha indicato il numero sbagliato, perché Krsul è un estremo e si trova dall'altra parte» è la spiegazione data in telecronaca. Dentro al maul dalla parte di Rovigo ci sono Leccioli con il 17, Swanepoel con 18 e Ortis con il 19. Forse quel numero 1 iniziale ha tratto in inganno un arbitro internazionale come Vedovelli. Ma il commento dell'ex arbitro che segnala il video incriminato, comportandosi quasi da tmo aggiunto, è di altro avviso: «Non so cosa abbia visto Vedovelli. Non c'è nessun fallo. È una sua invenzione. I petrarchini sono caduti da soli. E anche la meta tecnica è discutibile».Da questo fallo nasce la penaltouche ai 5 metri che al 75' porta al successivo drive maul e alla meta tecnica che capovolge il risultato (16-18), consentendo al Petrarca di vincere il derby e di qualificarsi per la finale. Premesso che i padovani hanno meritato la vittoria per l'andamento della gara, se davvero Vedovelli ha preso un abbaglio (dubbi sulla sua direzione anche per l'alto numero di falli fischiato contro Rovigo, 19 a 10), questo è stato decisivo per il risultato finale. E il rammarico in casa rossoblù diventerebbe ancora più grande. Senza la meta tecnica, nata da questa decisione, il risultato sarebbe rimasto 16-11. Con il pallone nei piedi del Rovigo, per un contrattacco sul calcio stoppato da Ferrario a Richman sul prosieguo dell'azione del maul, e con soli 5 minuti da giocare, Rovigo forse avrebbe resistito e sarebbe in finale. Ma il fischio e il «21» di Vedovelli hanno spezzato il sogno.