Una singola chiamata può incidere su un incasso da migliaia di euro. Un attimo, il tempo di prendere la decisione: in quell’istante un arbitro può segnare il proprio destino professionale. La Penna, l’uomo della contestata Inter-Juventus del 14 febbraio, per il rosso estratto nei confronti di Kalulu dopo la simulazione di Bastoni è stato fermato per un mese. È tornato a dirigere una partita in serie A il 15 marzo, Pisa-Cagliari, e prima è stato retrocesso in serie B per due gare. Quell’errore gli è costato almeno una designazione in A, vale a dire 4mila euro. La dura vita degli arbitri: pressione alta, nessuna garanzia e un sistema di voti che indirizza le loro carriere.

Lo stipendio medio di un arbitro di serie A

C’è un osservatore della Figc in tribuna per ogni partita che, con un tablet, guarda i replay delle azioni più discusse e stila una pagella. Il giudizio va da eccellente (8.70) a insufficiente (8.20). Anche così nascono veleni, litigi, tensioni. E pure per questo gli arbitri spingono per diventare professionisti, con le relative tutele. Il loro percorso nel calcio dura 15 anni, a voler essere larghi. Molti hanno un altro lavoro, non tutti. Per ogni stagione i fischietti di A guadagnano in media 160mila euro lordi. Ma il compenso varia in base al numero di partite in cui sono coinvolti (e dal ruolo che ricoprono).