VENEZIA - Pace e dialogo. Sono queste la parole rimarcate dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani durante sua la visita oggi, martedì 19 maggio, alla Biennale. Da un lato il governatore ha ribadito la sua posizione in merito alla tanto contestata partecipazione della Russia, «l'arte è libera e non deve risolvere i conflitti internazionali». Dall'altro ha approvato con soddisfazione il «dialogo ritrovato con il ministro Giuli» perché «credo che a maggior ragione la Biennale debba essere un terreno di pace, di dialogo, anche politico».
La visita Arrivato intorno alle 17.10, Stefani insieme al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, ha visitato gli spazi dell'Arsenale, in particolare le Corderie e il padiglione Italia. «Tornerò qui e cercherò di visitare più padiglioni possibili, possibilmente tutti. L'arte è libera, va vista a 360 gradi», ha detto a margine a chi gli chiedeva se avrebbe visitato i Giardini e anche il padiglione russo (visibile solo dall'esterno).Stefani ha dunque sottolineato che «l'arte deve continuare a essere libera, uno spazio libero di dialogo tra le nazioni». Inoltre, ha detto, «credo che l'arte racconti anche l'identità di un territorio e per questo vada assolutamente preservata con tutte le nostre forze al di là di tutto il resto». Intanto però l'Europa minaccia di ritirare due milioni di finanziamenti alla Biennale: «Credo che l'Europa abbia ben altro di cui preoccuparsi in questo momento», replica Stefani, secondo cui «l'arte non deve risolvere i conflitti internazionali. Certe volte partiamo dal presupposto che l'arte deve essere un terreno di scontro, ma l'arte deve interrogare».Il ministro Giuli alla Biennale Commentando l'arrivo nei prossimi giorni - giovedì 21 - di Alessandro Giuli dopo gli scontri delle scorse settimane che avevano portato il ministro della Cultura a disertare l'inaugurazione, Stefani ha detto: «Il Veneto è un territorio di pace. Nella nostra bandiera c'è scritto Pax Tibi Marce Evangelista Meus. Penso che gli scontri abbiano dimostrato di non servire a nulla, ben venga che questo dialogo ritrovato possa portare il sereno anche alla Biennale e in Veneto. Sono sicuro che gli piacerà». «Io sono in contatto con il ministero per una serie di iniziative, tra cui anche il tema di Palazzo Labia. Io lavoro dal punto di vista tecnico con il Ministero e continuo a fare gli interessi del nostro territorio. Nel Cda della Biennale c'è un membro del ministero della Cultura che siede a fianco a me, lavoriamo perché la cultura sia accessibile». Invece «tutto il resto deve andare in secondo piano, l'arte è sopra di noi», ha concluso il governatore.









