Il meteo segna burrasca in Rai, tanto per cambiare. All’orizzonte, soprattutto, non ci sono porti protetti in vista: il cda di giovedì 21, dunque, potrebbe dare il via a un mese di decisioni importanti sul futuro della tv pubblica. A far rizzare le antenne è soprattutto la rinnovata disponibilità della destra – in testa Fratelli d’Italia – di portare a casa la riforma della governance per azzerare il Cda a stretto giro e lasciare – casomai il risultato delle urne non fosse favorevole – in eredità al centrosinistra una Rai orientata a favore dell’attuale maggioranza.

Una prospettiva, quella della fine anticipata del mandato, che in azienda non dispiace. «Meglio di un altro anno di quest’agonia» dice qualcuno: l’impressione è che diversi dirigenti si sono sentiti lasciati soli da una politica che non esita a domandare ma non copre le spalle alla governance quando si tratta di rimediare ai passi falsi. La commissione Vigilanza è bloccata e la Rai è sulle pagine dei giornali un giorno sì e l’altro pure. L’episodio della protesta del deputato Iv Roberto Giachetti, in particolare, ha provocato le ire della premier: nel momento in cui dunque lo stallo sulla presidenza sembra irrisolvibile – la possibilità che Agnes si dimetta è pari allo zero, spiegano fonti parlamentari azzurre – si prova a risolvere la pratica spingendo per un’accelerazione della nuova legge.