Un retroscena trapelato dal colloquio tra Donald Trump e Xi Jinping scuote il vertice tra Cina e Russia proprio mentre Putin arriva a Pechino per rilanciare la partnership strategica e chiudere accordi energetici cruciali. Intanto prende avvio una vasta esercitazione nucleare di Mosca

Il presidente russo Vladimir Putin “potrebbe pentirsi dell’invasione dell’Ucraina”. Parole che pesano se a pronunciarle è il leader cinese Xi Jinping, che durante l’incontro con il presidente statunitense Donald Trump avrebbe per la prima volta espresso la propria opinione personale sul presidente russo non limitandosi a commenti oggettivi sul conflitto, secondo quanto afferma una fonte americana a conoscenza dei fatti contattata dal Financial Times. Una notizia che fa scalpore, soprattutto in base alla tempistica della sua pubblicazione, che coincide con l’arrivo di Putin in territorio cinese.

A poche ore di distanza dalla fine del summit tra Trump e Xi è infatti arrivata la notizia che anche il presidente russo si sarebbe recato a Pechino per tenere un bilaterale con la propria controparte cinese, in occasione dei venticinque anni dalla firma del trattato di amicizia sino-russo firmato dall’allora presidente cinese Jiang Zemin e dallo stesso Putin, da pochi mesi in carica come presidente della Federazione Russa (antesignano di quella “amicizia senza limiti” dichiarata pochi giorni prima dell’invasione russa dell’Ucraina). Quello che si terrà tra poche ore tra Putin e Xi è stato definito dallo stesso Cremlino come un colloquio dal livello “senza precedenti”, destinato a coprire un’agenda densa di dossier energetici e geopolitici. Al centro ci sarà il gasdotto Power of Siberia 2, un’infrastruttura da 50 miliardi di metri cubi l’anno pensata per dirottare verso la Cina il gas russo che un tempo alimentava l’Europa. Secondo Putin i due leader mirano a compiere “un passo serio e molto sostanziale” verso un accordo che finora è rimasto bloccato sulle questioni del prezzo e dei volumi di acquisto garantiti da Pechino.