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Un flusso che non è marea, e i dati lo dimostrano. Il numero di immigrati irregolari che si muovono verso l'Unione europea continua a calare, per ragioni sia politiche che pratiche, mentre il numero di chi muore nel Mediterraneo raddoppia. A raccontarlo è l'ultimo rapporto di Frontex, l'agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che traccia un bilancio dei flussi migratori irregolari che si dirigono verso l'Europa dall'Africa analizzando le varie rotte. Per il secondo anno di fila il report parla di un fenomeno in calo, in particolare lungo il Mediterraneo centrale e l'Africa occidentale.
I numeri degli sbarchi dei primi quattro mesi del 2026 e le ragioni Già lo scorso anno Frontex registrava una diminuzione del numero di attraversamenti irregolari dei confini dell'Unione europea. In particolare, nei primi quattro mesi del 2025, le rilevazioni sono scese del 25%, toccando quota 47mila persone. Nello stesso periodo di quest'anno, invece, si registra il 40% di migrazioni in meno sul dato del 2025, per un totale di circa 28500 migranti che hanno cercato di attraversare i confini europei. Per spiegare questo cambiamento, Frontex parla di una combinazione di diversi fattori: accordi di cooperazione tra Paesi Ue ed extra Ue (come quello tra Spagna, Senegal e Gambia), le misure introdotte dagli Stati chiave sul tema migratorio e le condizioni meteorologiche avverse che hanno sfavorito la navigazione in mare. In particolare quest'ultimo fattore, secondo l'agenzia europea, ha avuto l'impatto più forte e costante dal gennaio di quest'anno sull'andamento dei flussi.











