Gli ingressi irregolari nell'Unione Europea sono diminuiti del 21% nei primi otto mesi del 2025, raggiungendo quota 112.375, secondo i dati preliminari di Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.
Il Mediterraneo centrale resta la rotta più trafficata, rappresentando il 37% di tutti gli ingressi irregolari.
Su questa rotta, nel 2025, sono stati rilevati quasi 41.900 arrivi, sostanzialmente in linea con l'anno scorso. La Libia rimane il principale punto di partenza, dove le reti di trafficanti utilizzano sempre più spesso motoscafi per massimizzare i profitti ed evitare di essere individuate.
Frontex inoltre registra un calo significativo dei flussi migratori sulle rotte dei Balcani occidentali (-47%), del confine terrestre orientale (-44%) e dell'Africa occidentale (-52%). In aumento del 22% gli ingressi irregolari nel Mediterraneo occidentale. Tra le nazionalità più frequentemente segnalate, quella bengalese, egiziana e afghana. Nonostante il calo generale, il bilancio delle vittime rimane pesante.
L'Organizzazione internazionale per le migrazioni stima che quest'anno 1.131 persone siano morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. "La cooperazione con i paesi di origine e di transito ha portato a un netto calo degli arrivi irregolari, in calo del 21% nei primi otto mesi. Questo è un segnale importante: meno viaggi pericolosi, migliori condizioni sul territorio e più opzioni per gestire la migrazione. Dobbiamo continuare su questa strada" ha scritto su X il commissario Ue agli Affari interni Magnus Brunner. "I trafficanti si adattano e nuovi focolai emergono. Per questo motivo - ha aggiunto - stiamo rafforzando la diplomazia migratoria e proteggendo le nostre frontiere esterne, assicurandoci di controllare chi entra in Europa. La progressiva introduzione del sistema di ingressi/uscite a partire dal 12 ottobre è un elemento fondamentale in questo senso".






