Calo del 60% degli attraversamenti irregolari delle frontiere Ue a gennaio, scesi a circa 5.500 rilevamenti complessivi.

Forte riduzione anche sulla rotta del Mediterraneo centrale - quella più significativa quanto agli arrivi in Italia: i rilevamenti sono stati 1.166, con una flessione del 67% rispetto allo stesso mese del 2025.

È quanto emerge dai dati preliminari di Frontex. L'Agenzia europea stima come le forti tempeste invernali e il mare agitato lungo le principali rotte migratorie abbiano reso i viaggi più pericolosi e rallentato le partenze. Le condizioni meteo avverse nel Mediterraneo e i venti forti ai confini terrestri hanno aumentato i rischi, non hanno tuttavia fermato i trafficanti, che hanno continuato a far partire imbarcazioni sovraffollate e non idonee alla navigazione anche con temperature rigide e mare mosso, esponendo i migranti a situazioni di pericolo di vita. Il costo umano resta elevato, nota dunque Frontex ricordando come secondo stime dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel solo mese di gennaio più di 450 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo, tre volte il dato di gennaio 2025. La rotta più attiva è stata quella del Mediterraneo orientale, con quasi 1.900 arrivi e circa un terzo degli ingressi irregolari totali nell'Ue, in calo comunque del 50% su base annua. Le rotte del Mediterraneo occidentale e centrale hanno registrato ciascuna circa 1.200 arrivi, mentre la rotta dell'Africa occidentale ha segnato la diminuzione più marcata (-79%). Le nazionalità più frequentemente individuate sono state afghana, algerina e bengalese, anche se molte verifiche sono ancora in corso. Frontex, che dispone di oltre 3.000 agenti lungo le frontiere esterne dell'Unione, continua a sostenere le autorità nazionali nel controllo dei confini e nelle operazioni di salvataggio in mare anche nelle condizioni più difficili.