Il quadro generale europeo dei flussi migratori migliora. E regge nello specifico per l’Italia, sottoposta sempre a rischi maggiori per via della sua posizione geografica. Frontex, agenzia europea che si occupa d’immigrazione, ha diffuso ieri i dati sugli arrivi. Nei primi nove mesi del 2025 gli ingressi irregolari nell’Unione Europea sono diminuiti del 22%, attestandosi a 133.400 persone. Tuttavia, l’agenzia segnala un quadro complesso e differenziato lungo le principali rotte migratorie.
Il Mediterraneo centrale si conferma il principale punto di accesso all’Ue, con quasi 50.900 arrivi tra gennaio e settembre, pari a circa il 40% del totale. Il dato è sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2024, dunque c’è una tenuta, ma c’è un cambiamento nei flussi di partenza: la Libia, principale punto d’imbarco, ha registrato un aumento del 50% delle partenze rispetto all’anno precedente. Le nazionalità più rappresentate tra i migranti sbarcati sono quelle bengalese, egiziana e afghana. Sulla rotta del Mediterraneo orientale, si attesta una diminuzione del 22%, a circa 37.200 attraversamenti. Dopo un agosto caratterizzato da un calo degli arrivi, dovuto alle avverse condizioni meteo, il mese di settembre ha segnato un nuovo picco: gli attraversamenti attraverso il corridoio Libia-Creta sono aumentati del 280% rispetto al 2024.






