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I dati Frontex del primo quadrimestre 2026 confermano la netta diminuzione degli arrivi: 28.500 quest’anno contro gli oltre 47.000 del 2025 nello stesso periodo
Il tema dei migranti è stato per anni relegato a contorno dell’agenda dell’Unione europa. Questo almeno fino all’arrivo di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi nel 2022, quando è tornato a essere centrale e fondamentale. La maggior parte dei Paesi si sono posti sulla scia italiana, che ha indicato la via per la gestione più concreta e pragmatica dei flussi migratori, intesi anche come rimpatri. L’Europa ha guardato, e continua a guardare, con grande interesse agli accordi che l’Italia ha stretto con i Paesi di partenza ma anche a quelli per i Cpr delocalizzati. Il Patto Italia-Albania, infatti, è alla base del nuovo patto sulle migrazioni che include anche gli accordi con i Paesi terzi per i rimpatri. Considerando questo scenario, i dati che oggi vengono forniti da Frontex sugli arrivi in Europa non stupiscono, perché c’è stato un cambio di paradigma nella gestione, quasi una rivoluzione, che ha inevitabilmente portato a un drastico calo degli ingressi irregolari.








