Le fiamme gialla mettono i sigilli ad un immobile sequestrato
Case, società, un’auto e perfino un piccolo yacht: sono i beni nel tesoretto da tre milioni di euro confiscato oggi martedì 19 maggio dall'autorità giudiziaria, a seguito della condanna in via definitiva dei membri di una banda criminale per associazione a delinquere, attività finanziaria abusiva, riciclaggio e usura. Una ricchezza derivata dall'attività di estorsione ai danni di commercialisti, avvocati, baristi, operai e piccoli imprenditori.
Gli strozzini avevano creato una rete dedita al prestare denaro a interessi annui elevatissimi, tra il 42% e il 1.400 %, attiva in tutto il Lazio. L'organizzazione ha concesso finanziamenti per circa 16 milioni di euro a numerosi soggetti in difficoltà economica, riciclando i guadagni tramite due società operative nel settore immobiliare: grazie a una fitta compravendita, puntava a mascherare la provenienza del denaro. Case, auto, una barca e due società Dopo le indagini del Nucleo speciale polizia valutaria delle fiamme gialle era stato disposto il sequestro preventivo di tutti i beni riconducibili al sodalizio criminale e in 15 erano stati denunciati all'autorità giudiziaria, dieci dei quali arrestati. Ora, con la sentenza passata in giudicato, il sequestro è diventato confisca. La Corte di Appello di Roma ha infatti disposto la requisizione del tesoretto dal valore complessivo di tre milioni di euro: al suo interno figurano 32 immobili sparsi tra le province italiane di Viterbo, Grosseto, L’Aquila, Rieti e Sassari, un’auto, una imbarcazione da diporto e quote delle due società utilizzate per ripulire i proventi.













