di
Cesare Bechis
Nell'ordina del gip del Tribunale per i minorenni, Paola Morelli, sono evidenziate le «problematiche intercettate ma non curate» dei quattro ragazzi tra i 15 e i 16 anni, responsabili dell'omicidio del 35enne bracciante
«Forte devianza e radicale inaffidabilità rispetto a prospettive di autocontenimento». Insomma, i quattro minorenni, che insieme a due maggiorenni, hanno picchiato e poi ucciso Bakari Sako non hanno capacità di autocontrollo e stanno ai margini del perimetro della convivenza civile e sociale. La lettura degli atti del gip Paola Morelli del tribunale dei minori di Taranto fornisce il quadro d’insieme di una serie di comportamenti racchiusi nelle parole pronunciate in conferenza stampa dalla procuratrice Daniela Putignano: «Problematiche intercettate ma non curate».
Innanzitutto, non sono mai stati interessati né alla scuola né a un lavoro, rileva la gip, che entra nello specifico di ognuno dei quattro. Nella scuola media inferiore - che ha poi interrotto - uno dei quattro era fuori controllo dei docenti e non rispettava le regole di convivenza; consumatore di droga, era anche stato rinviato a giudizio per interruzione di pubblico servizio ed era totalmente insensibile agli interventi degli assistenti sociali.











