A Bari non è il risultato a preoccupare di più. Lo 0-0 dell’andata playout contro il Sudtirol lascia ancora tutto aperto in vista del ritorno di venerdì al «Druso». Ma ciò che inquieta è soprattutto il modo in cui la squadra di Moreno Longo è scesa in campo nella notte più delicata della stagione. Perché davanti a quasi 28mila spettatori, in un San Nicola che ha scelto di rispondere presente nonostante mesi di delusioni, il Bari ha offerto una prestazione timida, prudente e a tratti rinunciataria. Una squadra contratta, lenta nella manovra, povera di idee e incapace di trasmettere la sensazione di poter indirizzare la partita. In una gara da dentro o fuori, il Bari è sembrato giocare soprattutto con la paura di sbagliare. E inevitabilmente il focus finisce anche sulle scelte tattiche e sulla gestione emotiva di Longo, apparso fin qui molto cauto, quasi protettivo nei confronti del gruppo, ma senza riuscire a dare una svolta né sul piano caratteriale né su quello del gioco. Ora il Bari si ritrova costretto a giocarsi tutto a Bolzano, dove sarà seguito da oltre 620 tifosi (settore ospiti sold out) e dove servirà una versione diversa. Più coraggiosa, più intensa e probabilmente anche meno legata a certi equilibri tattici che finora hanno prodotto pochissimo. Ne è convinto anche il mister ed ex biancorosso Massimiliano Tangorra.
«Bari, ti giochi tutto ma serve un altro spirito»: parla l'ex biancorosso Tangorra
«A Bolzano per salvare la faccia, sperando che la partita giri bene»









