Novanta minuti senza vincitori, ma soprattutto senza certezze per il Bari. Lo 0-0 nel primo atto dei playout contro il Sudtirol lascia i biancorossi in sospeso tra occasione mancata e rischio ancora tutto da evitare. Premessa con un Bari in sofferenza sul piano della personalità e della qualità nella gestione del pallone. Al lavoro da oggi pomeriggio (sempre a porte chiuse), per il Bari si deciderà tutto venerdì prossimo nella gara di ritorno a Bolzano. Ultimatum senza appello come analizza l’ex biancorosso Lorenzo Amoruso.
Amoruso, che idea si è fatto dello 0-0 di venerdì scorso?
«C’è poco da dire. Se consideriamo che tutta la stagione è stata condotta sulla falsa riga della partita dell’altra sera, non c’era altro da attendersi. Non è una questione tattica, ma di uomini. Si vede chiaramente che gli altoatesini sono più organizzati, in palla e messi meglio fisicamente. Nel secondo tempo, le occasioni migliori le hanno avute loro».
Come al solito, il Bari è sembrato avere poca personalità nella costruzione del gioco.
«Quanto visto venerdì sera è troppo poco e non è possibile esprimersi come quanto fatto sinora. Posso capire la paura. Di fronte c’era un Sudtirol chiuso e abile nel ripartire in contropiede. Però, si è arrivati davvero pochissime volte nell’area di rigore ospite con vigore e volontà. Qualche cambio non mi ha convinto. Quando la posta in palio è alta, tutti possono farsi prendere dal braccetto del tennista. Si gioca sul filo del rasoio e anche la tattica è difficile da trovare. Al San Nicola, era prioritario vincere ma di più non subire».









