Imprenditore e radiologo, Woojin Kim racconta il futuro delle tecnologie applicate al settore e spiega cosa vogliono i camici bianchi dall'intelligenza artificiale: "Tornare a guardare negli occhi i loro pazienti". Nonostante i grandi investimenti l'uso clinico è ancora inferiore alle attese? Ecco perché e quali sono i pericoli - dall'uso ombra dell'Ai ai deepfake - che impongono di velocizzare l'implementazione di sistemi integrati per promuovere un utilizzo sicuro

"Se penso agli sviluppi dell'intelligenza artificiale in sanità, io non ho mai visto nulla che si sia mosso così velocemente in tutta la mia vita. Bisogna comunque considerare che la diffusione della tecnologia, in generale, è molto più lenta nel settore sanitario. E questo vale anche per l'Ai. Si può avere la migliore tecnologia in circolazione, ma ci si troverà a chiedersi: perché l'adozione è così lenta?". Per il medico radiologo Woojin Kim, Chief Strategy Officer e Chief Medical Information Officer dell'azienda Hoppr e Chief Medical Officer dell'American College of Radiology Data Science Institute, lo stesso discorso vale per l'Ai applicata alla radiologia: "Sono stati investiti miliardi di dollari, ma la sua adozione clinica è stata al momento inferiore alle aspettative, considerando l'entità degli investimenti".