di
Ruggiero Corcella
Una review internazionale, pubblicata su BMJ Digital Health & AI, sostiene che la vera sfida dell'Ai in medicina è capire come si sta trasformando il lavoro dei medici e l'organizzazione delle cure nel tempo. La ricercatrice Kathrin Cresswell: «L'Ai sta cambiando anche il modo in cui nasce la conoscenza medica»
L'intelligenza artificiale promette di trasformare la medicina, ma per capire davvero se mantiene le aspettative non basta misurarne accuratezza e prestazioni in laboratorio. Bisogna osservare cosa accade quando entra negli ospedali, negli ambulatori e nei percorsi assistenziali, dove interagisce con professionisti, pazienti e organizzazioni sanitarie. È il messaggio della revisione pubblicata su BMJ Digital Health & AI da Kathrin Cresswell e Robin Williams dell'Università di Edimburgo, secondo cui la vera sfida oggi non riguarda soltanto lo sviluppo di algoritmi sempre più sofisticati, ma il modo in cui questi vengono valutati una volta introdotti nella pratica clinica. Kathrin Cresswell, ricercatrice in Psicologia della salute e in Scienze sociali, è Chief scientist all’Usher Institute, presso la University of Edinbourgh, dove è a capo dell’unità Innovation. Il governo scozzese le ha chiesto di studiare l’evoluzione dell’informatica applicata alla salute. Secondo Cresswell, alla quale abbiamo rivolto alcune domande, per migliorare la valutazione dell'intelligenza artificiale i sistemi sanitari dovrebbero fin da subito «condividere i risultati delle valutazioni, così da favorire l'apprendimento collettivo».Gli autori sottolineano come l'Ai abbia il potenziale per contribuire al cosiddetto «quintuple aim» della sanità: migliorare la salute della popolazione, l'esperienza dei pazienti, il benessere dei professionisti, ridurre i costi e favorire l'equità. Tuttavia, aggiungono, questo potenziale rischia di non essere realizzato se si continua a utilizzare modelli di valutazione pensati per tecnologie molto più statiche. Come scrivono Cresswell e Williams, «per massimizzare i benefici dell'Ai e comprenderne, monitorarne e mitigare i potenziali danni è necessario un cambiamento nel modo in cui l'intelligenza artificiale viene valutata».







