Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale (AI) è emersa da una piccola nicchia tecnologica ed è entrata in maniera sempre più evidente nella vita quotidiana di tutti noi. La utilizziamo quando chiediamo indicazioni allo smartphone, quando traduciamo un testo online, quando riceviamo suggerimenti personalizzati da una piattaforma streaming o quando usiamo i large language models, come ad esempio ChatGPT o Claude.Tuttavia, uno degli ambiti in cui il cambiamento potrebbe essere più profondo e significativo è la medicina.L’idea che un algoritmo possa aiutare i medici nell’identificare una malattia ancora prima dei sintomi evidenti, suggerire terapie personalizzate, o aiutare nell’identificare la traiettoria della malattia (la “prognosi”) sembra ancora qualcosa di futuristico. In realtà questa trasformazione è già iniziata, sebbene nel settore sanitario stia procedendo con maggiore gradualità rispetto ad altri ambiti a causa delle irrinunciabili attenzioni legate alla sicurezza, alla validazione clinica e agli aspetti regolatori proprie dell’ambito sanitario.Oggi l’AI non rappresenta una semplice innovazione, ma un cambiamento di paradigma: il passaggio da una medicina basata su popolazioni e prevalentemente “reattiva”, che interviene dopo la comparsa del problema, a una medicina sempre più personalizzata, dinamica e predittiva.Indice degli argomenti