«La perdita di Giorgia e Monica mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a capire: niente nella vita è scontato». Comincia così la lettera scritta da Federico Colombo, fidanzato di Giorgia Sommacal, la ragazza morta insieme alla madre Monica Montefalcone nelle grotte sottomarine dell’atollo di Vaavu, alle Maldive. La lettera è stata pubblicata dal Secolo XIX. ► L’operazione di recupero dei corpi dei sub italiani alle Maldive, segui gli aggiornamenti live «Siamo così abituati alla presenza delle persone, ai gesti quotidiani, alle parole dette distrattamente, che spesso ci dimentichiamo del loro vero valore. Poi arriva un’assenza e improvvisamente capisci quanto fossero importanti anche le cose più piccole: un sorriso, una chiamata, una risata senza motivo, perfino i silenzi condivisi», scrive. «Ho imparato che bisogna ringraziare di più per il presente, perché è l’unica cosa che abbiamo davvero. Bisogna vivere senza aspettare sempre il momento giusto, senza rimandare ciò che ci rende felici».

Maldive, nel buio della grotta sommersa: ecco dove si trovano i corpi degli italiani dispersi

«Dovremmo avere il coraggio di amare di più, dire quello che sentiamo, abbracciare forte le persone a cui vogliamo bene e goderci ogni attimo, anche quelli che sembrano banali o stupidi. Perché spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più preziosi», prosegue Federico Colombo. «La vita corre veloce e non ci avvisa mai quando qualcosa sta per finire. Per questo oggi credo che vivere davvero significhi esserci: con il cuore, l’anima, con sincerità. Significa ridere senza paura, emozionarsi, fare follie, creare ricordi, perdonare, lasciare andare ciò che pesa e tenersi stretto ciò che conta davvero».