Federico Colombo ha scritto una lunga lettera, pubblicata da Il Secolo XIX, in cui ricorda la compagna, morta durante un’immersione insieme alla madre: «Dovremmo avere il coraggio di amare di più»

«La perdita di Giorgia e Monica mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a comprendere: niente nella vita è scontato». Comincia così la lunga lettera scritta da Federico Colombo e pubblicata da Il Secolo XIX, dedicate alla sua fidanzata Giorgia Sommacal, morta il 14 maggio, durante un’immersione alle Maldive. Nella tragedia hanno perso la vita anche la madre della giovane, la professoressa Monica Montefalcone, il biologo Federico Gualtieri – i cui corpi sono stati recuperati martedì 19 maggio -, la ricercatrice Muriel Oddenino e l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti, capobarca del gruppo e primo corpo ritrovato dai sommozzatori nei giorni scorsi.

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Il valore delle piccole cose quotidiane

Federico Colombo, 26 anni, ricorda nella lettera il valore delle piccole cose quotidiane, spesso date per scontate: «Siamo così abituati alla presenza delle persone che dimentichiamo quanto siano importanti anche i gesti più semplici: un sorriso, una telefonata, una risata senza motivo, perfino i silenzi condivisi». Nella lettera pubblicata dal quotidiano ligure, Colombo riflette anche sul significato del presente e sull’importanza di vivere pienamente gli affetti: «Bisogna avere il coraggio di amare di più, dire ciò che sentiamo e goderci ogni attimo, anche quelli che sembrano banali. Spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più preziosi».