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Carlotta Lombardo

Federico Colombo racconta il suo stato d’animo per la perdita della fidanzata Giorgia Sommacal, morta con la madre durante l'immersione nella grotta di Alimathà, alle Maldive. «L'amore? L'emozione più grande dell'umanità»

«La perdita di Giorgia e Monica mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a capire: niente nella vita è scontato. Siamo così abituati alla presenza delle persone, ai gesti quotidiani, alle parole dette distrattamente, che spesso ci dimentichiamo del loro vero valore. Poi arriva un'assenza, e improvvisamente capisci quanto fossero importanti anche le cose più piccole: un sorriso, una chiamata, una risata senza motivo, perfino i silenzi condivisi»

A scriverlo, in una lunga lettera pubblicata da Il Secolo XIX, è Federico Colombo, il compagno di Giorgia Sommacal, la giovane che il 14 maggio ha perso la vita nella tragedia alle Maldive insieme alla madre, la professoressa Monica Montefalcone, alla ricercatrice Muriel Oddenino, al biologo Federico Gualtieri e all’istruttore subacqueo, il capobarca Gianluca Benedetti, mentre stavano esplorando le grotte marine dell’atollo di Vaavu. Una lunga lettera che il giovane, 26 anni, dedica alla ragazza che amava e lo «faceva sempre sentire importante», come ha raccontato Federico qualche giorno fa al Corriere in una toccante intervista: «una ragazza d’oro, che aveva una luce particolare e una dolcezza che non si può spiegare. Sempre presente e capace di farti sentire importante».«Ho imparato che bisogna ringraziare di più per il presente, perché è l'unica cosa che abbiamo davvero - prosegue Federico nella lettera inviata al quotidiano ligure -. Bisogna vivere senza aspettare sempre il momento giusto, senza rimandare ciò che ci rende felici. Dovremmo avere il coraggio di amare di più, di dire quello che sentiamo, di abbracciare forte le persone a cui vogliamo bene e di goderci ogni attimo, anche quelli che sembrano banali o stupidi. Perché spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più preziosi». Federico, 26 anni. E Giorgia, 22, che non è più risalita da quella maledetta immersione alle Maldive. Stavano insieme da due anni e otto mesi. «La vita corre veloce e non ci avvisa mai quando qualcosa sta per finire. Per questo oggi credo che vivere davvero significhi esserci: con il cuore, con l'anima, con sincerità» - scrive ancora il giovane -. Significa ridere senza paura, emozionarsi, fare follie, creare ricordi, perdonare, lasciare andare ciò che pesa e tenersi stretto ciò che conta davvero. La vita è un dono fragile e immenso allo stesso tempo. E forse il modo migliore per onorarla è condividerla con chi sa amarci sinceramente, con chi resta, con chi riesce a dare valore alla nostra presenza prima che diventi un ricordo».«Vorrei concludere con queste parole: "Il problema fondamentale dell'umanità da 2000 anni è rimasto lo stesso... amarsi. Solo che ora è diventato più urgente, molto più urgente, e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l'un l'altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo. Ci dobbiamo affrettare, affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, affrettiamoci ad amare, perché al tramonto della vita saremo giudicati sull'amore, perché non esiste amore sprecato e perché non esiste un'emozione più grande di sentire quando siamo innamorati che la nostra vita dipende totalmente da un'altra persona, che non bastiamo a noi stessi, e che tutte le cose, anche quelle inanimate (...) improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono, perché? Perché contengono un presentimento d'amore (...) e perché l'amore combacia con il significato di tutte le cose: la felicità." Perché sì... Giorgia e Monica sono la nostra felicità».