Roma, 19 mag. (askanews) – La corsa dell’intelligenza artificiale negli Stati uniti comincia a incontrare un ostacolo politico e sociale sempre più visibile: il rapido deterioramento della fiducia pubblica verso chi sviluppa, finanzia e costruisce l’infrastruttura materiale dell’Ia. Il segnale più recente è arrivato all’Università dell’Arizona, dove l’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt è stato contestato dagli studenti durante il discorso di laurea, quando ha parlato della trasformazione tecnologica prodotta dall’Ia come di un passaggio “più grande, più rapido e più importante” di quelli precedenti.
Il caso, riportato dal Wall Street Journal, è diventato il simbolo di una reazione che non riguarda più solo gli ambienti critici della Silicon Valley o i gruppi ambientalisti. L’insoddisfazione si sta allargando a lavoratori, famiglie, studenti, comunità locali e amministratori pubblici. I timori sono diversi ma convergenti: perdita di posti di lavoro, aumento dei costi energetici, consumo di acqua e suolo per i data center, impatto sull’istruzione, salute mentale dei minori, uso opaco dei contenuti generati artificialmente.
Secondo Pew Research Center, metà degli adulti americani si dice oggi più preoccupata che entusiasta per l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, mentre solo il 10% si dichiara più entusiasta che preoccupato. Gallup ha rilevato inoltre una forte opposizione alla costruzione di data center vicino alle abitazioni: oltre sette americani su dieci si dicono contrari a ospitare nelle proprie comunità queste infrastrutture, considerate ormai meno accettabili perfino di impianti tradizionalmente controversi.








